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Il fegato, un organo fondamentale!

Alcuni organi influiscono più di altri sul nostro benessere generale, ma ci rendiamo conto di quanto sia basilare il ruolo che il fegato svolge nel nostro organismo? Con le sue funzioni di sintesi, di trasformazione, di deposito, assicura equilibrio e stabilità interna nonostante le influenze e le mutazioni dell’ambiente esterno. Grazie alle sue molteplici funzioni (circa 500), il fegato è uno degli attori protagonisti della nostra salute e per questo è considerato una vera e propria fabbrica all’interno del corpo umano.

  • Carta d’identità del fegato
  • Carta d’identità del fegato

    È uno degli organi più pesanti del corpo umano (circa 1,5 kg). Situato nella parte superiore destra dell’addome, somiglia a un triangolo il cui colore rosso-bruno è dovuto a una vascolarizzazione importante e ad una costante irrorazione sanguigna. Infatti, 1,4 l di sangue proveniente dal circolo generale o dall’intestino attraversa il fegato ogni minuto permettendogli di svolgere una delle sue funzioni principali: la detossificazione del sangue, ossia la trasformazione (o metabolizzazione) delle sostanze nocive o tossiche e la loro successiva eliminazione. L’alcool, i farmaci, alcune tossine, le scorie derivanti da fermentazione e il colesterolo passano inevitabilmente per il fegato e qui vengono in qualche modo trasformate (o metabolizzate) per essere poi espulse dai reni o dall’intestino.

Un lavoro di squadra

Il fegato non lavora mica da solo! Esso opera a stretto contatto con altri organi quali, in particolare, l’intestino o la cistifellea. Questa piccola sacca di pochi centimetri, che si trova sotto al fegato, svolge la funzione di serbatoio per la bile costantemente prodotta dal fegato.

Quando il fegato si trova a dover gestire quantità eccessive di scorie (alcool, farmaci, grassi...) è perciò importante aiutare il fegato ad eliminare le scorie.

Al momento della digestione, quando il bolo alimentare giunge nella prima parte dell’intestino, la cistifellea si contrae e libera la bile, un liquido che consente l’emulsione dei grassi facilitandone la digestione. Lo stretto legame fra il fegato e l’intestino spiega, dunque, abbastanza facilmente le difficoltà digestive che possono verificarsi quando le condizioni del fegato non sono al top! E quando quest’ultimo si trova a dover gestire quantità eccessive di scorie (alcool, farmaci, grassi...) può capitare che non vi riesca!
In tali circostanze è perciò importante aiutare il fegato ad eliminare le scorie.

Un vero e proprio «coltellino svizzero».

Ma il ruolo del fegato non finisce qui!

  1. Quest’organo interviene, per esempio, anche nella sintesi di proteine molto importanti come i fattori di coagulazione (fondamentali nell’arresto delle emorragie), l’albumina o alcune proteine utili al sistema immunitario. È sempre il fegato che assicura la produzione di colesterolo nell’organismo (colesterolo endogeno), mentre l’alimentazione ne è una fonte esogena. Il colesterolo epatico è importante in quanto coinvolto a diversi livelli: costituzione delle membrane cellulari e sintesi di alcuni ormoni tra cui gli estrogeni e il testosterone.
  2. Altro compito importante del fegato è la funzione di regolazione del carburante indispensabile all’organismo, funzione che contribuisce alla conservazione del livello di energia per l’intera giornata. In tal modo, quando si consuma un pasto e viene apportata all’organismo una quantità di glucosio più o meno importante e potenzialmente superiore alle effettive necessità, il fegato ne conserva l’eccedenza sotto forma di glicogeno che, una volta scomposto, è poi in grado di liberare nuovamente glucosio immediatamente disponibile.
    Da ultimo, il fegato è anche un magazzino di deposito di alcune vitamine (A, B, D, K) e di sali minerali quali il ferro o il rame, che libera nel sangue quando servono.
  3. È dunque facile capire quanto sia importante prendersi cura del proprio fegato! Del resto, chi avrebbe il coraggio di sostenere di non aver mai subito le spiacevoli conseguenze di un pasto troppo abbondante o innaffiato da troppo alcool? Se appesantito, il fegato non è più in grado di assicurare una resa ottimale.

Altri sintomi di un fegato affaticato

Digestione lenta e difficile, pesantezza, nausea dopo i pasti, disgusto per gli alimenti troppo grassi, gonfiore, bocca impastata e alitosi, cute spenta, colorito giallastro o opaco figurano tra i sintomi di un fegato affaticato.

Ottimizzare la funzione del fegato nella vita di tutti i giorni

Per mantenere l’efficienza di quest’organo indispensabile e prevenire ogni disturbo o perdita di vitalità, è chiara la necessità di osservare una buona igiene di vita. Ricordiamo che il fegato non tollera gli abusi e che i suoi nemici peggiori sono senza dubbio l’alcool, l’eccesso di zuccheri rapidi, di carne e di grassi, come pure i farmaci che, per la maggior parte, sono potenzialmente epatotossici.

FemmeIl fegato ama invece chiaramente frutta e verdura fresche, soprattutto quelle amarognole come indivia, tarassaco, carciofo, crescione, arancia, limone. Da ultimo, possiamo aggiungere che la pratica di un’attività sportiva, il relax e il riposo consentono una migliore gestione dello stress momentaneo e della fatica, entrambi nefasti per il buon funzionamento dell’apparato epatobiliare!

Verdura fresche

Verdura fresche

Frutta

Frutta

Sport

Sport

Relax

Relax


Alcool

Alcool

Zuccheri rapidi

Zuccheri rapidi

Grassi

Grassi

Stress

Stress

La natura al servizio del fegato

Sono noti e apprezzati da molto tempo i benefici che alcune piante apportano alla funzione epatica.

Che si tratti di guarire disturbi momentanei o di garantire una buona funzionalità a lungo termine, ci si può tranquillamente affidare alle piante tradizionali, il cui impiego ed efficacia sono avallati da studi scientifici. A questo proposito, però, va ricordato che le parti delle piante impiegate e le dosi proposte sono di importanza fondamentale. È dunque indispensabile analizzare la composizione dei prodotti che si assumono!
Radici, foglie, frutti o semi, se pur appartenenti alla stessa pianta, non contengono gli stessi quantitativi di principi attivi e questo vale, a maggior ragione, quando provengono da piante diverse. Non vanno dunque scelti in maniera indifferente.

Il dosaggio dev’essere adeguato, sicuro ed efficace, se vogliamo che produca effetti benefici.

La scelta documentata degli ingredienti è una priorità. Tra le piante riconosciute per le loro virtù epatiche, i Laboratoires Ortis ne hanno selezionate quattro in grado di agevolare le funzionalità epatiche e garantire il benessere e il buon funzionamento dell’organismo.

  • Il carciofo

    Il carciofo

    La parte più interessante è l’ampia foglia dentellata che circonda il gambo e che contiene i principi attivi (essenzialmente la cinarina). Non è dunque quella che di solito si mangia! Grazie alle sue sostanze, il carciofo può agire sul fegato stimolando l’eliminazione delle tossine e, con la sua azione colagogacoleretica unita alle proprietà diuretiche, funge da ottimo depurativo.

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  • Il tarassaco

    Il tarassaco

    Di questa pianta si usa la radice per la sua proprietà di stimolare le funzioni epatiche e di altre ghiandole dell’apparato digerente. Il tarassaco è anche noto per la sua capacità di raddoppiare, triplicare, se non addirittura quadruplicare la quantità di bile prodotta in mezz’ora, pur aumentando la contrattilità della cistifellea e dimostrando, pertanto, di favorire tutti i processi digestivi, come pure la conservazione di un transito regolare. Il tarassaco è dunque un valido stimolante della funzione epatodigestiva.

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  • Il cardo mariano

    Il cardo mariano

    I greci lo usavano già per favorire la funzione epatica e la digestione. Oggi sappiamo che, grazie alla silimarina in esso contenuta (principio attivo presente nei semi), il cardo mariano svolge una funzione tonificante sul fegato, proteggendolo inoltre dagli effetti nocivi di alcune tossine naturali o sintetiche. Ciò spiega il motivo per cui questa sostanza viene anche impiegata in caso di ingestione di funghi velenosi come l’amanita falloide. Il cardo mariano sarebbe altresì in grado di prevenire disturbi al fegato causati da determinati farmaci. Il cardo mariano è dunque un eccellente epatoprotettore.

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  • Melone

    Melone

    Questa varietà di melone, nota anche come “cantalupo”, si distingue per la sua durata tre volte superiore rispetto alle varietà solitamente consumate. Ciò è dovuto al suo elevato contenuto di SOD (superossido dismutasi) e di quantità considerevoli di altre sostanze antiossidanti quali la catalasi, il betacarotene e la vitamina C.

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